lunedì 8 ottobre 2007

I blog, la rete e la nuova democrazia.

Sono contento. Finalmente anche la politica italiana si sta rendendo conto dell'importanza della cosiddetta "rete". Di Pietro addirittura ha affermato che fra qualche anno non ci sarà neanche più bisogno dei dibattiti televisivi e simili perché Internet sostiuirà ogni dibattito e soddisferà l'esigenza di informazione degli italiani.

Ovviamente il buon Vespa e i suoi amici sono in profondo disaccordo con tale affermazione, difendendo strenuamente il ruolo dei partiti, del dibattito elitario, dell'informazione piramidale.

Non ho molto da dire a riguardo, tranne una consierazione.

La comunicazione dei "blog", delle iniziative virtuali è sicuramente un'ottima forma di libera espressione, libera informazione e democrazia.

Questa tendenza porta alla creazioni di fonti ben definite all'interno delle quali è possibile venire a contatto con le strette opinioni dell'autore o della stretta cerchia di autori.

Generalmente le suddette fonti si esprimono in un modo molto particolare, ovvero si elevano con un buon tono di saccenza affermando più o meno violentemente le proprie ragioni, deridendo o schernendo talvolta gli avversari.

Se i cittadini smettessero di acquisire informazioni da fonti miste (giornali, telegiornali, dibattiti vari) e si informassero esclusivamente dalle fonti che ritengono più affini, finirebbero per costruirsi una cultura del tutto parziale e - credendo bene di avere "così tanta ragione che chi non è dalla loro deve per forza essere un cretino" - si verrebbero a formare gruppi di cittadini incattiviti, aggressivi.

Sarebbe aupsicabile che il prossimo passo verso la "nuova democrazia" fosse una formula che racchiuda in sé il confronto, il dibattito, la pluralità di fonti, la moltitudine di punti di vista, vera base di democrazia.

Speriamo che ciò avvenga prima di una - chissà quanto possibile - guerra civie.

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